VMware come fare funzionare Ubuntu Linux Edgy 6.10 su una macchina windows senza partizionare il disco.

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Da un paio di anni a questa parte la virtualizzazione dei sistemi operativi ha fatto passi da gigante, il più grande scoglio da oltrepassare è sempre stato la velocità, che nonostante tutto sembra ancora abbastanza grande e non del tutto risolto, in questo articolo esporrò la mia esperienza sull’argomento e nel particolare l’installazione di un sistema operativo Linux Ubuntu Edgy 6,10 su una macchina virtuale VMware con sottostante un Sistema operativo Microsoft Windows XP Home Edition SP2.

E’ possibile fare il run di una distro linux potente come ubuntu su Windows XP home edition, questa è la mia prova.

Dal sito del famoso programma di emulazione VMware è possibile scaricare gratuitamente una serie di eseguibili che permettono di creare macchine virtuali al fine di eseguire più sistemi operativi sulla stessa macchina.

La mia esperienza mi ha portato ad installare su di un portatile Toshiba M40X il VMware Server che mi occorrrerà all’università in quanto mi sembra sciocchino partizionare tutti i dischi che ho in casa fissi e non e poi perchè su questo portatile ho tanta di quella musica che per fare un back-up spenderei un sacco di tempo a masterizzare :-).

Siti che occorrono:

www.vmware.com

Quali sono gli eseguibili in questione

VMware Server

Serve a creare/eseguire la nostre macchine virtuali (Versione di prova 30 giorni).

VMware Player

Serve solamente ad eseguire le macchine che sono state create con la versione server (usato generalmente dopo i 30 giorni).

VMware Tools

Servono a velocizzare i movimenti del mouse, la grafica e le prestazioni in generale del sistema operativo guest ( ? ).

1′ Passo

Capire come funzionano le macchina virtuali ed in particolare questa prodotta dai signori della VMware (a questo potete pensare anche voi googlando un pò)

2′ Passo

Che Software ci serve: per creare dei dischi virtuali e di conseguenza avere la possibilità di installare altri sistemi operativi sulla vostra macchina abbiamo bisogno del software VMware Server.

Come funziona:

WMware Server in pratica crea un file della grandezza che noi gli indichiamo che in pratica è il disco virtuale dove si andrà ad installare il sistema, il sistema host (cioè il nostro) crede di essere in rete con un sistema guest (quello virtuale) che viene eseguito tramite rete anch’essa virtuale.

N.B. Se avete Zone alarm vi accorgerete del traffico incredibile anche se siete disconnessi da Internet.

3′ Passo

Installazione del server, questa da utente windows non mi sembra molto diversa da moltissime altre installazioni Software, unica differenza da parte mia il rilevamento di 2 nuove reti che ho chiamato rete virtuale e rete virtuale 1 ed alle quali ho dato la possibilità dell’accesso ad internet.

4′ Passo

Installazione del Sistema Guest.

All’apertura dell’applicazione server vi verrà posto davanti un wizard con diverse opzioni:

Screenshot Vmware

New Virtual Machine serve proprio per creare una nuova macchina virtuale.

Open Existing Virtual Machine serve per aprire una Virtual Machine già esistente creata in precedenza.

Switch host serve per accedere tramite rete ad una macchina con un sistema installato.

Config Host è il sistema di configurazione dell’host.

5′ Passo

Installazione vera e propria

Cliccare su New Virtual Machine e seguire il wizard (for dummies) che ci assisterà nella creazione della macchina virtuale cioè lo spazio che occorre alla macchina (io ho usato 5 GB per UBUNTU 6.10 Edgy ) e alla fine della creazione del file stesso ( occorrono circa 15 minuti ) inserire il disco del Sistema Operativo che si vuole installare e partirà il processo di installazione.

Pro: Non si partiziona nulla

Contro: Ogni processo sulla macchina guest vi farà andare al bar a prendere un caffè.

Rusultato e parere personale :Mi sembra una soluzione buona se si è costretti a non partizionare e se non si ha costante bisogno di lavorare nel sistema guest.

1 Comment

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  1. Se mi permetti, io avrei una soluzione un pò più efficace, l’uso diretto di una partizione già esistente. Quando ho bisogno di usare Ubuntu senza uscire da Windows (un giorno ce la farò a lasciarlo definitivamente, tranquillo!) faccio così.
    In pratica, in fase di creazione della nuova macchina virtuale, gli dico di utilizzare la partizione sulla quale c’è Ubuntu.
    Pro: ogni modifica che faccio me la ritrovo “di la” quando riavvio in Ubuntu;
    Contro: quoto “il tuo caffè” e aggiungo anche che va riconfigurato ad ogni cambio (inteso se da Ubuntu da Grub o da VMWare) il server X…

    Comment by The Master — 19 July 2007 @ 07:26

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